Un’altra testimonianza di chi usa Jonix con soddisfazione da diverso tempo (le altre le trovi qui): oggi è Alberto, di cui abbiamo raccolto la storia, a scriverci cosa ha cambiato nella sua vita la presenza di uno dei nostri dispositivi (e in tempi non sospetti, visto che la sua esperienza risale al pre-covid!)

La corsa divide le persone in due categorie: chi la pratica perché deve (dimagrire, stare in salute, alleviare lo stress) e chi perché non può farne a meno. Io, come molti, ho iniziato dalla prima categoria, in un periodo in cui il lavoro mi stava consumando e avevo bisogno di scaricare le tensioni. 10, 20 minuti alla sera, dopo l’ufficio, mi facevano stare meglio, fisicamente e mentalmente.

In poco tempo, da semplice abitudine, correre è diventata una pratica necessaria, il mio fisico stesso lo richiedeva. 

Me ne sono reso conto quando ho dovuto interromperla per un mese, a causa di un dito del piede rotto uscendo dalla doccia. Oltre il fastidio e la fasciatura, la cosa che mi ha fatto più penare è stato il non poter correre: tutta l’energia liberata in mesi di corsa era come stagnante, bloccata  e io mi sentivo scoppiare. Di notte sognavo di correre, le gambe scivolavano veloci e ritrovavo quel senso di liberazione che mi aveva fatto innamorare della corsa. La frustrazione che provavo al risveglio durava tutto il giorno: in ufficio e in casa mi sentivo soffocare, respiravo male, ero nervoso. 

Proprio in quel periodo, cara Mina, ho scoperto Jonix nell’ufficio di un cliente:  la leggerezza di quell’aria frizzante, priva di odori, aria che sapeva solo di aria, mi ha quasi stordito con un senso di benessere che non provavo da tempo. Mi ha fatto venir voglia di respirare a pieni polmoni, come al temine di una corsa, incamerando ossigeno avidamente, come si beve un bicchiere d’acqua fresca in una giornata afosa. 

Mi sono procurato, quindi, 2 Jonix, uno per l’ufficio e uno per il mio appartamento. E ho letteralmente reimparato a respirare: mi sono reso conto che era proprio questo ciò che avevo riscoperto correndo e che la pausa forzata mi aveva fatto dimenticare. Correre mi aveva insegnato la consapevolezza del ritmo del respiro, a cui mi abbandonavo in modo quasi ipnotico, passo dopo passo. Correre significava ascoltare solo il respiro in sincrono con il battito del cuore, mettendo in silenzio tutto il resto, ripulendo il mio essere da rumori e interferenze. Respirare l’aria leggera e fresca ricreata da Jonix mi ha fatto prendere consapevolezza di tutto questo, come in un flash che di colpo ti apre la mente. E mi sono reso conto di quante volte durante il giorno andassi in apnea come per impedire ai problemi di entrarmi dentro. 

Ultimamente ho ricominciato a correre e ho preso una nuova abitudine: gli esercizi di stretching e rilassamento muscolare non li faccio più nel parco, ma nella stanza in cui ho uno dei miei Cube. I risultati sono incredibili: i polmoni liberati dalla corsa si riempiono di aria leggera e pulita che va a ossigenare tutto il corpo, lasciandomi una sensazione di benessere che dura nel tempo e un’energia che neanche cento tazze di caffè!

Alberto